Il racconto

C’era una volta Fano la Città dei Bambini

Contenuti, finalità e iniziative realizzate dal 1990 al 1994

Quello che a seguito auspico di rappresentare e possa contribuire a far conoscere, valorizzare e promuovere, quanto successo nel tempo nell’ambito della città di Fano, è il racconto di un’avventura, di esperienze di vita e professionali, di idee, progetti e di fatti vissuti con passione, con desiderio di fare, con quel senso del dubbio e della perseveranza non sempre facili da mantenere. Un’avventura educativa ricca di sogni e di realtà conquistate, di delusioni e soddisfazioni, di vitalità che nel loro evolversi nell’anno 1990, non casualmente, hanno reso possibile l’intuizione, l’ideazione, la nascita di “La Città della pace”: progetto svolto insieme ai bambini, finalizzato ad offrire loro le occasioni di crescere ideatori e costruttori di spazi, ambienti, relazioni e modalità di vita a misura di persona, capaci di superare i muri delle abitudini, delle ipocrisie, delle pavidità, di pensare che quello che oggi non c’è domani ci potrebbe essere.

Così come tutte le cose, il progetto “La città della pace” non è casuale, nasce da lontano, ha le radici da quelle proprietà trasmessemi da mamma Evelina e babbo Pietro e da come queste sono evolute o meno nel periodo della gestazione, in quell’ambiente materno, paterno, in quell’habitat, caratterizzato dal travagliato periodo bellico del tempo e a seguire da quella avventura dell’infanzia vissuta in quel particolare ambiente popolare del centro storico della città di Fano, al tempo comunemente chiamato “Ciuceria”.

La Ciuceria, un ambiente con propri colori, odori, suoni, composto da vicoli e casette abitate da strani, vivaci e laboriosi personaggi che facevano le cose dal niente: Miro el sord imbiancava le case e dipingeva insegne, Franco el lustrin accomodava e lucidava vecchi mobili, Pavlin el calsular risuolava le scarpe a tutti, La Freda rammendava e cuciva abiti per grandi e bambini; La Pepina de Ghigna all’occorrenza faceva le ignizioni a tutti del vicinato, Bruni el faber con un pesante martello batteva sull’incudine ferri roventi trasfomandoli in inferiate e cancelli, El Sor Luigi dla butega vendeva generi alimentari a debito segnando con la matita copiativa l’importo sul suo quaderno e tanti altri; un vero e proprio “laboratorio di creatività popolare”.

Di quel periodo, indimenticabili sono quelle tante volte che lo zio Gigin, vetturino dell’ufficio Postale di Fano, mi faceva salire a cassetta sul suo carro postale trainato da un cavallo con il quale, dopo essersi fermato in ogni osteria, portava sacchi di posta da spedire dalla sede postale centrale sita in Piazza XX Settembre alla stazione ferroviaria dove, immancabilmente, il Capo Stazione mi prendeva in braccio, mi metteva in bocca il suo fischietto e mi diceva: “dai Alfredino soffia forte, fischia, fai partire il treno.

In quegli anni era per me una grande festa tutte quelle volte che mamma Evelina mi portava a Pesaro, a casa di nonna Vittoria casalinga” e nonno Giuseppe vigile comunale, guardiano del teatro Rossini e fascista sfegatato”, il quale spesso, dopo il pranzo mi prendeva da parte e mi portava nel suo personale “sgabuzzino” pieno di oggetti strani appesi alle pareti, fionde, pistole ad acqua e quant’altro sequestrato a ragazzi durante il servizio di vigilanza, di orologi piccoli, grandi, a “cu cu”, di ingranaggi, meccanismi, “ticchettii”, oggetti, che quando aveva tempo a lui piaceva riparare, un ambiente piccoli ma ricco di cose che a me facevano “spalancare” occhi e orecchi dove lui, con voce paterna, mi diceva: “to chiappa ste giucatle, ma marcmand, non dire niente a tua madre!”; alcune volte, essendo lui il guardiano, mi vportava a vedere il teatro Rossini, sito a pochi metri dalla sua abitazione, passando da dietro il palcoscenico.

Nel periodo invernale di quegli anni, babbo Pietro, pittore e costruttore di carri allegorici, quasi tutti i pomeriggi dopo l’asilo e nei giorni di festa, portava me e mio fratello Giorgio nei polverosi capannoni del Carnevale di Fano (precari cantieri di legno situati in viale XII Settembre) dove, mentre lui modellava, costruiva fantastiche maschere e grandi carri allegorici, noi giocavamo, con: la creta, legnetti, chiodi, martelli, colla di farina, cartapesta, pennelli, colori e vari scarti di materiale; ad inventare e costruire le nostre prime maschere, i nostri giocattoli: cariolini, strumenti musicali, fantastiche astronavi, strani oggetti.

E’ in tale ambiente che, oltre a vedere ed apprendere quanto svolto da babbo Pietro, ho conosciuto e vissuto per anni a fianco di eccezionali artisti del Carnevale di Fano: Enzo Bonetti, Gustavo Marini, Hermes Valentini, Luciano Pusineri, Vittorio Corsaletti, Marcellino Battistelli, Evaristo Ghiandoni, Bruno Radicioni, Luciano Del Monte, Valerio Ferretti e tanti altri.

Sulla base di tali presupposti, in seguito nei primi anni Settanta, chiamato dal Maestro Otello Vitali presso la Scuola Elementare Filippo Corridoni di Fano, ho svolto i miei primi “laboratori educativi” per la costruzione di maschere di cartapesta con gli allievi della sua classe.

Assunto nell’anno 1972 dalla Amministrazione Comunale di Fano presso l’Assessorato alla Pubblica Istruzione, in qualità di impiegato nei Servizi Educativi, Asili d’infanzia” e “Scuole materne”, al tempo pensati e condotti quali servizi assistenziali, spinto anche dal “successo” dei miei primi “laboratori educativi” e senza mai lasciare nel tempo libero il Carnevale, la musica e quant’altri interessi vissuti in quegli anni, ho iniziato a pensare e progettare strutture, arredi e materiali didattici, a svolgere una organica attività professionale organizzando corsi di aggiornamento professionale per il personale insegnante e ausiliario, iniziative per lo sviluppo di aspetti amministrativi e tecnici della scuola, in particolare per lo sviluppo della “creatività”.

E’ iniziata così quella avventura educativa che in quell’intenso periodo degli anni Settanta mi ha visto partecipare e organizzare i primi seminari di studio, redare le prime pubblicazioni su tematiche educative e Culturali: Verso la Gestione Sociale nel 1978, Attività Prescientifiche nel 1979; ricercare e promuovere collaborazioni con autorevoli esperti delle aree educative e Culturali fra i quali in sintesi voglio ricordare: Aldo Fabi “Docente Universitario”; Otello Amati “Psicolinguista”; Franco Frabboni “Pedagogista”; Luciano Corradini Pedagogista; Antonio Guidi “Neuropsichiatra” (in seguito Ministro della Famiglia); Anna Maria Vallin “Musico terapeuta”; Otello Sarzi “Burattinaio”; ed tanti altri.

Nei successivi anni Ottanta, ho proseguito varie esperienze educative realizzando fra l’altro:

  • il laboratorio “Fantasia”, svolto nel 1980 presso l’Istituto d’Arte A. Apolloni, con la partecipazione del designer Bruno Munari;
  • la iscrizione e partecipazione al “Gruppo Nazionale di Ricerca e Studio Nidi e Infanzia” fondato da Loris Malaguzzi nel 1980 a Reggio Emilia;
  • i corsi Prevenzione Cura e Assistenza dell’Handicap” svolto nell’anno 1981 con la partecipazione di prestigiosi relatori fra i quali: Antonio Guidi Neuropsichiatra; Anna Maria Vallin Musico terapista; Paola Severini Esperta in Comunicazione; Jolanta Tosoni Dalai Genetista; Mariano Dolci Esperto in Drammatizzazione; Vincenzo Rossolini Psicologo; corso di aggiornamento professionale al quale hanno partecipato oltre cento Operatori educativi, sanitari, sociali del territorio e genitori;
  • il seminarioLa progettazione educativatenuto dal Direttore Didattico Giancarlo Gaggia, nell’anno 1983;
  • una aggiornata struttura di Coordinamento Pedagogico/Didattico” delle Scuole comunali (proseguita fino1997), che ha visto la preziosa partecipazione dei docenti: Ferruccio Cartacci Psicologo, Nicola Colecchia Pedagogista,
    Patrizia Gaspari
    Pedagogista, Antonella Paolucci Pedagogista, Tizziana Aureli Psicologa, Renzo ed Elena Guerra Animatori teatrali de “La bottega Fantastica”.

Oltre alle esperienze e ai Docenti già citati, negli anni Ottanta ho conosciuto e avuto l’opportunità di invitare a Fano e promuovere preziose testimonianze e collaborazioni educative con prestigiosi esperti di varie aree scientifiche e Culturali quali: Bruno Munari “Designer e creatività”; Loris Malaguzzi “Presidente del “Gruppo Nazionale di studio Nidi e Infanzia”; Susanna Mantovani Docente Università di Milano; Lorenzo Campioni Direttore delle Scuole dell’Infanzia del Comune di Riccione; Mario Lodi fondatore della “Casa delle Arti e del Gioco”; Tullio De Mauro Linguista, Neves Babini Pedagogista; e con esperti locali quali: Virginio Fiocco Architetto, Agostino De Benedittis chimico, Corrado Piccinetti Docente in Biologia marina, Franco Battistelli Direttore della Biblioteca Federiciana, Giancarlo Gaggia Direttore Didattico della Scuola Elementare del Porto, Luciano Poggiani Esperto in Scienze Ambientali responsabile del laboratorio naturalistico “Casa Archilei”, Augusto Brunori Docente in Scienze presso L’Istituto Magistrale di Fano, Pierluigi Piccinetti Docente in Storia dell’Arte e laboratori creativi presso L’istituto Magistrale di Fano, Giuseppina Cecchini Preside Scuola Media Gandiglio, Milvia Corradi Esperta in tematiche Sociali e Disabilità, Giulia Pierluca Insegnante di Attività Fisico/motorie, Luciano De Santis Esperto in Archeologia e tanti altri.

Un insieme di collaborazioni, seminari, corsi, esperienze realizzate negli anni Settanta e Ottanta dove, oltre all’espletamento delle competenze organizzative e amministrative delle varie iniziative, ho personalmente svolto, insieme ai bambini e al personale delle Scuole Comunali dell’Infanzia, appositi “laboratori creativi” particolarmente rivolti allo sviluppo della fantasia, dell’immaginazione, di linguaggi e proprietà creative. Un insieme di iniziative che hanno promosso dibattiti, approfondimenti, conoscenze, qualificazione delle strutture e dell’offerta educativa negli Asili Nido e nelle Scuole dell’Infanzia del Comune di Fano, in quel periodo divenute riferimento di tante altre realtà scolastiche del territorio. Mi ricordo i ricorrenti contatti e collaborazioni, con le Insegnanti di Pesaro, Ancona, Urbino, Fermignano e di altre località delle Marche, che sovente chiedevano consigli di lavoro, informazioni su aspetti educativi, dispositivi amministrativi e d’organizzazione scolastica.

E’ proprio in quel periodo di fine anni Ottanta dove, imperversava la “guerra del Golfo” che vedeva coinvolto anche il nostro Paese e sopraggiunte leggi finanziarie imponevano restrizioni di finanziamenti all’Amministrazione Comunale con conseguenti regressi nei servizi, con il fine di dare continuità all’innovativo processo educativo avviato nel tempo nelle scuole, in pratica di non far “pagare” ai bambini le incomprensioni e le scelte operate dagli adulti, incoraggiato anche il fatto che in quel tempo componenti della Giunta Comunale erano particolarmente interessati a promuovere iniziative sul tema della Pace, mi è sorta l’intuizione, l’idea di progettare e proporre all’Amministrazione l’iniziativa denominata: “La città della Pace” – Ipotesi di Manifestazione Nazionale sui bisogni, i problemi, le potenzialità e desideri dei bambini”. Un progetto Culturale ed educativo che proprio in quel difficile periodo aveva il fine di rilanciare, di promuovere le proprietà dei bambini, il loro diritto di crescere capaci di pensare e di partecipare alla costruzione di prospettive di pace. Progetto che con apposita comunicazione del 24 novembre del 1990 ho trasmesso all’Assessore alla Pubblica Istruzione Avv. Manuela Isotti, proponendogli una sua spedita analisi e verifica di fattibilità.

In sintesi il progetto prevedeva:

  • di porre al centro di un processo di attenzione/informazione della città e dei singoli, i bisogni, le proprietà i valori dell’Infanzia;
  • la “Pace” quale peculiarità per la realizzazione di un processo di sviluppo in cui Bambini e Adulti siano facilitati nella ricerca di una migliore qualità della vita;
  • di riscoprire e promuovere lo sviluppo delle proprietà e dei valori del “gioco” e della “creatività”, quali facoltà fondamentali per costruire una città in cui bambini e adulti potessero vivere in pace;

e inoltre indicava:

  • il calendario;
  • le fasi organizzative;
  • le ipotesi di spesa;

ed altri aspetti relativi all’organizzazione.

Ricordo che il Sindaco di allora Francesco Baldarelli, quando gli parlai del progetto mi rispose : “mi piace molto, ma il Comune sta vivendo difficoltà economiche”; ricordo che in quell’occasione gli risposi chiedendogli di predisporre almeno il finanziamento per le spese di organizzative di segreteria e che il progetto si sarebbe auto finanziato nel corso della sua progressiva organizzazione con la ricerca di collaborazioni e sponsor, prefigurando benefici sul piano dei valori della persona e anche economici (come in seguito avvenuto con i vari contributi economici concessi da: Ministero dell’Interno, SIDIS, Banca Popolare Pesarese e Ravennate, Gonzaga arredi, Jolly Arredo, Baiocchi Pesaro, Ditta Simon International, ditta Sisteda, Antonioni e Guidi, Martelloni arredamenti e altri).
Dopo pochi giorni dal ricevimento del progetto l’Ass. Alla Pubblica Istruzione Avv. Manuela Isotti, mi consegno una copia della comunicazione del 16/01/1991, con l’allegato progetto a mia firma, che aveva inviato al Sindaco, invitandolo a predisporre i relativi provvedimenti deliberativi.

Dopo animati confronti fra la maggioranza e la minoranza del Consiglio Comunale fanese, al fine di evitare critiche ed ostruzionismi da parte dei partiti di minoranza che sospettavano speculazioni politiche in riferimento alla guerra del Golfo e al tema della pace, la Giunta Comunale con apposita Deliberazione della Giunta Comunale n° 230 del 31/1/1991, approvò il progetto cambiando solo la denominazione da “La città della Pace”, a “Fano la città dei bambini”.

Deliberazione dove fra l’altro in sintesi si legge:

  • visto il progetto di massima denominato “Fano la città della Pace” appositamente elaborato; -vista la proposta inviata dall’Assessore alla P.I in data 28.01.1991;

si delibera:

  1. di approvare il progetto di massima della iniziativa per l’infanzia che provvisoriamente viene chiamata “Fano, la città dei bambini”;
  2. di affidare l’incarico di coordinatore dell’iniziativa al Dott. Alfredo Pacassoni dipendente di ruolo di questa Amministrazione.

In riferimento alle finalità e ai dispositivi dell’approvato progetto “Fano la Città dei Bambini” e dell’incarico di coordinamento affidatomi per la sua l’attuazione, negli giorni a seguire ho subito iniziato a svolgere i primi fondamentali aspetti organizzativi:

  • l’avvio di una estesa informazione e coinvolgimento delle varie articolazioni della città e del territorio sui valori, le potenzialità e i diritti delle bambine e dei bambini, quali Persone, non più da chiamare “minori”;
  • la creazione di un apposito “Consiglio dei Bambini Consulenti del Sindaco” (composto da rappresentanti bambini eletti dalle rispettive scuole);
  • la formazione di un apposito staff di esperti dell’Educazione e dei vari ambiti della città, per lo sviluppo del progetto, che trovo subito l’adesione di: Franco Battistelli Direttore della Biblioteca Federiciana, Luciano De Santis Archeologo, Giuseppina Cecchini Preside Scuola Media, Giancarlo Gaggia Direttore Didattico Scuola Elementare, Giulia Pierluca Insegnante; e di rappresentanti del Distretto Scolastico, Scuole, Circoscrizioni territoriali, Commercio, Turismo, Sanità, ecc. Ricordo che proprio in quel primo periodo di ricerca di collaborazioni per lo sviluppo del progetto, presi contatti anche con Francesco Tonucci (educatore fanese al tempo impiegato presso CNR di Roma che in quel tempo disegnava significative vignette educative su tematiche dell’infanzia), chiedendogli la disponibilità ad organizzare nell’ambito del progetto “Fano città dei Bambini” la mostra di suoi disegni denominata “FRATO grafie – 20 anni di satira dentro l’educazione”. Ricevuta la sua disponibilità la riferii all’Assessore alla P.I. proponendo altresì la sua collaborazione scientifica per lo sviluppo del progetto, a seguito approvata dalla Amministrazione Comunale. Collaborazione che in qualità di Direttore e coordinatore del progetto “Fano la Città dei Bambini” ho sempre apprezzato quale prezioso apporto scientifico nella realizzazione del progetto, così come i tanti significativi apporti espressi dai vari altri Esperti e collaboratori;
  • l’avvio di una apposita “progettazione partecipata”, per lo sviluppo dell’iniziativa approvata, svolta insieme ai bambini consiglieri “eletti delle varie scuole” e agli adulti “dell’istituito staff di esperti”.

Questi i primi momenti, le prime fasi organizzative, del progetto “Fano la Città dei Bambini”, dove hanno preso il via varie e concrete attività educative: “I bambini guide turistiche; I bambini e l’ospedale; I bambini e l’ambiente naturale; I bambini consulenti del Sindaco, ecc. Iniziative presto confluite in una organica progettazione/organizzazione della prima Manifestazione Nazionale “Fano la Città dei Bambini”, articolata in vari eventi, a seguito realizzata dal 23 al 29 maggio – 1991 dove, fra i vari eventi realizzati, si richiamano per il significativo valore e successo ottenuto:

  • l’evento “La città da giocare” svoltosi Domenica 26 Maggio 1991, dove le tante delegazioni di bambini, intervenute da varie località (moltissime le adesioni pervenute da tante città e Istituzioni del Paese ed estere, fra le quali: Verbania, Amelia, Bologna, Induno Olona, Taranto, Urbania, Urbino, Pesaro, Sassari, Ancona, Firenze, Rovigo, Napoli, Benevento, Borgosesia, Frosinone, Carrara, Minervino Murge, Comunità di Capodarco, Associazione Italiana Scouts D’Europa, ARCS Gerusalemme Palestina, Cenobyl (Unione Sovietica), Rastat (Germania), Saint Ouen L’Aumone (Francia), Somalia, Equador, Etiopia e altri), sono salite sul palco allestito in Piazza XX Settembre di Fano, dove hanno espresso e socializzato loro idee, sogni, bisogni, proposte, richiami per la realizzazione di case, strade, piazze, scuole, spazi verdi, per Città a misura di Persone, di bambini e adulti insieme.
  • la nomina a “Difensore dell’infanzia” del Sindaco di Fano e di ben n.11 Sindaci dei Comuni della Provincia di Pesaro e Urbino: Acqualagna, Cagli, Fossombrone, Frontino, Monteporzio, Pergola, Pesaro, Saltara, Sant’Angelo in Lizzola, Urbino; cerimonia svolta presso la residenza Comunale Giovedi 23 maggio 1991, presieduta dal fondatore e Presidente dell’UNICEF Italia Dott. Arnaldo Farina appositamente intervenuto. (Ritengo che probabilmente sia stato anche da questa nostra iniziativa fanese che in seguito l’UNICEF nell’anno 2005, ha presentato nei propri programmi Nazionali il progetto “Le città amiche delle bambine e dei bambini);
  • la convocazione del Primo Consiglio Comunale “IL BAMBINO CITTADINO” dedicato ai Bambini, svoltosi Lunedì 27 Maggio 1991 presso il cinema teatro Politeama C. Rossi, presieduto dal Sindaco di Fano Francesco Baldarelli alla presenza di numerosi Bambini, genitori e varie personalità, al quale hanno partecipato: Giancarlo Scriboni Pres. Consiglio Regionale Marche, Mario Lodi Direttore de “Il Giornale dei Bambini”, Ernesto Caffo Direttore de “Il Telefono Azzurro”, Francesco Tonucci Psicopedagogista del CNR, Antonio Guidi Vicepresidente ARCI nazionale, Alberto La Volpe Direttore del TG 2 della RAI, Bruno Trentin Segretario Nazionale CGIL, Loris Malaguzzi Presidente Gruppo Nazionale di Studio Asili Nido-Infanzia;
  • la mostra “FRATO grafie 20 anni di satira dentro l’educazione”, di Francesco Tonucci, realizzata dal 23 al 29 Maggio presso la Rocca Malatestiana di Fano, presentata dal Direttore didattico Fausto Antonioni alla presenza dell’autore, del Presidente della Giunta Regionale Marche Rodolfo Giampaoli, di autorità scolastiche, cittadine e di molti visitatori;
  • seminari e vari incontri studio fra i quali il seminario “La città dei Bambini problemi, idee, prospettive, tenuto dall’arch. Nigel Frost “Gruppo Bulding Experiences Trust”, dal Dott. Zachari Zachariev “Sezione Educazione dell’Unesco sede di Ginevra” e dall’arch. Alfredo Cammara “Architettura e Infanzia”, svolto Mercoledì 29 Maggio 1991, presso la sala S. Michele di Fano.

Negli anni a seguire, sempre insieme ai bambini, ad esperti collaboratori e al personale delle istanze tecniche e Amministrative Comunali, ho diretto lo sviluppo la continuità del progetto realizzando iniziative locali annuali e le successive Manifestazioni:

  • la Manifestazione Nazionale Fano la città dei Bambini, dedicata al tema Io e la mia città”, realizzata nell’anno 1992;
  • la Manifestazione Nazionale Fano la città dei Bambini, dedicata al tema “I Bambini progettano la città, realizzata nell’anno 1993”;
  • fino alla Manifestazione Nazionale Fano la città dei Bambini dedicata al tema “I bambini e il patrimonio monumentale e artistico”, realizzata nell’anno 1994, programma che domenica 24 Aprile 1994, si è concluso con i colori, i movimenti, le maschere, le coreografie, le musiche, di una riedizione straordinaria del Carnevale di Fano, che ha offerto a bambini e adulti l’occasione di vivere una città più a misura di persona caratterizzata dai valori del gioco e della creatività.

Rimandando a più esaustive cronache e pubblicazioni edite in merito in quegli anni, fra i più significativi eventi realizzati si ricordano:

  • l’inaugurazione del laboratorio e centro di documentazione “Fano la Città dei Bambini”, allestito presso il Palazzo San Michele, con mobili e attrezzature donate da varie sponsorizzazioni, nell’anno 1992;
  • la mostra internazionale “I cento Linguaggi dei Bambini” a cura del Comune di Reggio Emilia, allestita nell’ambito della Seconda manifestazione Nazionale del 1992, nella ex Chiesa San Domenico, visitata dai pedagogisti partecipanti al Covegno Nazionale di Riccione “Perché non sia conformismo” e da oltre tremila visitatori fra bambini e adulti;
  • il documento “La città futura secondo i bambini”, approvato dal Consiglio Comunale “I bambini propongono e interrogano, gli Amministratori ascoltano e rispondono” del 21 Maggio 1992. Documentazione inviata alla prima Conferenza Mondiale su Sviluppo e Ambiente, di Rio de Janeiro, dove i bambini, insieme ad un dettagliato elenco di proposte per “una città futura”, concludono testualmente il testo con: “Speriamo che in questa occasione voi “grandi”, da cui dipende il futuro della terra, ascoltiate le nostre voci: speranze, sogni, progetti e che proverete a realizzarli. Noi nel nostro piccolo lavoreremo perché le nostre città e i nostri paesi abbiano un futuro migliore”;
  • il documento approvato il 23 Maggio 1992 dagli Amministratori delle città di: Fano, Ancona, Sassari, Taranto, Urbino, Bologna, Verbania e altri; dove fra l’altro si conviene di sottoporre all’approvazione dei rispettivi Consigli Comunali e delle altre città Italiane: maggiori finanziamenti per iniziative rivolte ai bambini; di ripensare e modificare l’assetto urbanistico delle città per favorire l’autonomia dei bambini; di sperimentare forme di partecipazione diretta dei bambini; quali elementi fondamentali per lo sviluppo di una migliore qualità della vita;
  • In particolare l’istituzione dei “laboratori di progettazione urbanistica”, realizzati nell’ambito della Manifestazione Nazionale “I bambini progettano la città” svolta nell’anno 1993, dove gli allievi delle Scuole Elementari Corridoni, Montessori e della Scuola Media Nuti (oggi adulti): Bartoccetti Fiammetta, Bianca Annamaria, Borioni Filippo, Braceschi Maddalena, Eusebi Laura,Fancioni Paride, Giardini Fabrizio,Pensalfine Giulia, Savini Maria Carla, Tuzi Eleonora; Barbareschi Luca, Calcinari Sara, Di Sante Mattia, Fuligna Matteo, Iacucci Marianna, Leone Luigi, Mazzanti Francesca, Minardi Matteo, Santini Francesco, Vergoni Filippo; Canestrari Marco, Conti Carlo, Facchini Anna, Filoni Alessio, Generali Fabio, Liquori Laura, Mancinelli Enrico, Mariani Riccardo, Morreale Francesca, Polidori Sara, Signoretti Cesare, Tecchi Silvia e tanti altri; avvalendosi delle preziose collaborazioni dei giovani urbanisti e architetti: Ippolito Lamedica, Giovanna Mancini e Paola Stolfa; coordinati dal prof. Raymond Lorenzo, riscoprendo proprietà, desideri, bisogni e diritti di bambini e anziani, hanno ingegnosamente elaborato apposite progettazioni per lo sviluppo di aree della città di Fano: Fano 2, S. Lazzaro e ex Go Kart; di spazi, ambienti, strade, parchi, quartieri, di una “Città più a misura di persona”. Laboratori che hanno espresso preziosi contributi, richiamato attenzioni e concrete iniziative delle Istituzioni e della intera comunità, nella ricerca dello sviluppo delle idee, di quella partecipazione e sviluppo del senso di appartenenza, fondamentale per ideare, costruire e vivere la propria città.

In seguito, come già ricordato in premessa, la mia attività di progettazione, Direzione e Coordinamento di “Fano la Città dei Bambini”, iniziata nel 1990 e svolta fino al 1994 sempre insieme ai bambini e ai collaboratori del laboratorio, al personale dei Nidi e delle Scuole dell’Infanzia Comunali, alle colleghe/i dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e delle varie istanze comunali, la conduzione del progetto “Fano la Città dei Bambini” è passata ad altri responsabili dipendenti e consulenti del Comune e la mia attività professionale è proseguita come Direttore supplente degli Asili Nido e delle Scuole dell’Infanzia del Comune di Fano, fino al pensionamento.

Oggi continuo a vivere e cercare di promuovere quella creatività che ho avuto l’avventura, la fortuita occasione di scoprire e promuovere dall’infanzia, in quel eccezionale “Laboratorio creativo chiamato Carnevale di Fano”, quei sogni, idee, esperienze nel tempo divenute innovativi riferimenti, sistemi e strutture educative che oggi si propongono quali veri e propri Atenei dell’Infanzia fondati su una “Pedagogia Speciale”, di eccellenza, diritto di tutte le bambine e bambini, che “offrano” e costruiscano con loro le occasioni del conoscere, di crescere ideatori e costruttori di spazi, ambienti, scuole, di “città a misura di persona”, dove riscoprire, promuovere e vivere i valori della Pace.